I  DUE  STENDARDI  BLU

Il giorno 3 giugno 1915, la nostra Comunità si stava preparando a celebrare la festività del Corpus Domini. Fu un giovedì infausto per tutta la popolazione di San Lorenzo. La guerra tra l’Austria e l’Italia era già scoppiata da qualche settimana e in paese le scaramucce tra pattuglie di militari avversarie, non si contavano. Dopo un’ennesima sortita dell’esercito italiano conclusasi con l’arresto del Podestà, del Parroco e di altri rappresentanti dell’autorità locale, nella mattinata del giovedì 3 giugno sopraggiunse un nutrito gruppo di militari austro-ungarici i quali ordinarono alla popolazione di San Lorenzo l’immediata evacuazione del paese. Il paese, e quindi anche la Chiesa, rimasero così abbandonati a se stessi. Dopo qualche giorno, cominciarono a cadere le prime bombe sul paese. Fra le tante granate cadute, alcune centrarono il tetto della Chiesa, sfondando il soffitto su cui era dipinta la “gloria di San Lorenzo”e distruggendo ogni arredo sacro sottostante.                                              

La chiesa con il tetto danneggiato dalle bombe

Nei tre anni di guerra, altri scoppi di granate contribuirono a rovinare la Chiesa. Negli otto anni successivi, le intemperie (pioggia, neve, vento,…) completarono il degrado dell’arredo sacro. Finalmente, nell’anno 1922, in Genio Civile diede inizio alla ricostruzione della Chiesa.

Vediamo ora la storia dei due stendardi blu esposti (provvisoriamente in Chiesa). Uno di essi è apparentemente in buon stato, ma guardandolo da vicino, necessita di qualche restauro. Il secondo, forse per la troppa pioggia ricevuta, è molto rovinato: non è più recuperabile nemmeno con un restauro.

I due stendardi blu esposti provvisoriamente in chiesa

Il lavoro degli stendardi blu fu commissionato dall’imprenditore edile Giacomo Versolatti. Abitava nella casa della centa (oggi casa di Fiorella Lorenzut e Dario Cum). Il suo nome è dipinto in una coda del gonfalone (quello più rovinato). Furono donati alla Chiesa nell’anno 1905. A realizzare l’opera fu l’artista Luigi Rizzini di Udine. Sui drappi di seta blu furono dipinti: San Rocco e Sant’Antonio (su quello meno rovinato) mentre sull’altro (quello non recuperabile) da ambo i lati c’è la figura di Gesù tra gli Angeli. Dall’inventario della Chiesa mancano quattro stendardi e due gonfaloni.

Stendardo che necessita di restauro 

 Stendardo non più recuperabile

I due stendardi blu furono miracolosamente recuperati nel 1920, per opera di Antonio Visintin (detto Zanava), recatosi a far visita a dei parenti il giorno della processione della Madonna Addolorata in Gradisca d’Isonzo, si accorse che due degli stendardi, portati in processione, erano proprio quelli di San Lorenzo. Dopo un breve chiarimento fra le parti, i due stendardi vennero restituiti e riportati a San Lorenzo dallo stesso Antonio che li aveva riconosciuti. Come siano giunti nella Chiesa dell’Addolorata è un mistero! Forse un ignoto che pensò di portarli al riparo dagli eventi bellici e dalle intemperie portandoli in una Chiesa più sicura. Per i danni che questi avevano subito fu interpellata la ricamatrice del luogo, reduce da Pottendorf, Maria Visintin in Bressan, che li preparò per l’inaugurazione della Chiesa avvenuta il 10 agosto 1923.  

Ora perché si è voluto esporli e parlare dei due stendardi blu? Perché, forse, è l’ultima volta che vengono esposti se non si corre ai ripari. Queste due opere d’arte hanno 113 anni e hanno resistito a due guerre.                    

 

Uno di questi (il più in buon stato) è stato portato da un restauratore per valutare l’entità del degrado e definire il da farsi. Come già accennato è possibile recuperare i disegni centrali di quello più in buon stato, mentre l’altro è da rifare completamente. La spesa per il rifacimento dei due stendardi è certamente onerosa.

Particolari dello stendardo non più recuperabile

PROPOSTA  PER  I  PROSSIMI  CINQUE  ANNI

Fra cinque anni (2023) ricorre il centenario della ricostruzione e consacrazione della nostra Chiesa dopo la distruzione della prima guerra mondiale. In questa occasione si potrebbe formare un comitato per programmare e preparare l’evento. Potrebbe essere anche un’ occasione opportuna per raccogliere i fondi per la ricostruzione degli stendardi blu.

 Sarebbe anche una cosa opportuna la preparazione e presentazione di un libro che illustri la nostra Chiesa nelle sue caratteristiche storiche e artistiche.

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